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Il progetto

Noarte 2007. Il colore e lo sguardo

L'aspetto didattico - sociale
Le tematiche legate al valore didattico-sociale del progetto sono state gestite dall'artista e operatore culturale Mariano Corda, che ha dato all'uso del colore sulle strade un carattere specificatamente sociale, coordinando un laboratorio didattico in collaborazione con l'Istituto Comprensivo Grazia Deledda di San Sperate. Durante il laboratorio decine di bambini hanno disegnato e colorato l'asfalto di via Santa Prisca.
L'aspetto urbanistico - architettonico
La cura degli aspetti urbanistici e architettonici è stata invece affidata all'artista Pinuccio Sciola. Interpretando gli interventi precedenti, Sciola ha iniziato a sperimentare l'uso del colore legato al contesto urbano, all'architettura, creando abbinamenti che, per contrasto, erano capaci di fare risaltare una facciata e al contempo di creare continuità. Cunette, bordi dei marciapiedi, cordonate stradali, rosa, blu, gialli...
Contemporaneamente, Sciola  ha colorato con gli acquarelli  tutte le strade di una vecchia cartina del paese,  e con il foglio stropicciato tra le mani, diceva:  “San Sperate, sarà unica al mondo... anche dall'alto”.


Il lavoro realizzato dai ragazzi delle scuole elementari e medie di San Sperate sotto la guida di Mariano Corda durante Noarte 2007

Da suggestione a progetto

Convinto di questa unicità raggiungibile, Sciola aveva bisogno di un bel fotomontaggio di San Sperate vista dall'alto (foto aerea) con le strade colorate, da poter presentare al Comune, alla Provincia di Cagliari e alla Regione Sardegna, per ottenere litri e litri di vernice colorata.

Lo studio di architettura Officinevida e l'architetto Gabriele Schirru, trovandosi a dover realizzare il fotomontaggio chiesto da Sciola, hanno pensato che fosse opportuno andare oltre e realizzare un'analisi approfondita degli aspetti storici, ambientali e urbanistici del contesto. La conoscenza  derivata dall'analisi e la riflessione sulla valenza identitaria del colore hanno portato all'elaborazione del progetto "Colore Identità. Valorizzazione del centro storico di San Sperate", finanziato con 300.000,00 euro dalla Regione Autonoma della Sardegna, L.R. 5 marzo 2008 n. 3.

Analisi Storica

La lettura delle tappe culturali che hanno portato alla nascita del Paese Museo mostra come ogni intervento (dal colore della terra al bianco della calce, ai colori dei murales, ai colori delle strade) non sia mai stato spinto dall'obiettivo di rendere bello un paese brutto, ma piuttosto dal desiderio di trovare un pretesto per lo sviluppo di un momento di partecipazione comunitaria accompagnata da un dibattito intorno all'arte. Si voleva affermare una nuova visione della vita e del mondo usando le strade come la ribalta di uno spettacolo, un palcoscenico aperto a tutti. Tale laboratorio all'aperto ha permesso di sviluppare una sperimentazione continua dell'arte in relazione all'architettura ed alla società, attraverso continui scambi e confronti culturali. Sia il muralismo sia il colore delle strade non rappresentano una pittura ma, appunto, un intervento capace di interagire con l'architettura e con la società. Nel 1968 a San Sperate non esistevano le strade asfaltate; così è stato il muro a rappresentare il supporto operativo-progettuale per i primi interventi. Le strade che oggi sono interessate dal nuovo intervento non rappresentano la prosecuzione operativa del Paese Museo, ma un ulteriore passaggio, una nuova sperimentazione. Tra il muro e la strada c'è una continuità garantita dal fatto che in entrambi i casi si lavora nello spazio pubblico, con i cittadini e con il colore.


Un'immagine dell'analisi ambientale dove si evidenziano l'inserimento del paese tra i 2 fiumi e il reticolo stradale che riflette la parcellizzazione fondiaria.

Analisi Ambientale

L’analisi ambientale ha  approfondito la genesi e lo sviluppo del costruito storico in rapporto alle due dominanti fluviali. La comprensione dei fattori che hanno guidato la localizzazione e la crescita del costruito di San Sperate permette di sviluppare un importante quadro informativo iniziale per il riconoscimento dell’identità del Paese Museo.
San Sperate in passato denominato “orticedro“ si colloca tra i due Fiumi: il rio Mannu e il rio Flumineddu (Concias). Nella cartografia storica, rielaborata sovrapponendo rilievi catastali tra loro contemporanei (1842-1859), si evidenzia come la struttura urbana sia il risultato di un sistema di percorrenza di uso del suolo. L’impianto delle strade del centro storico segue la parcellazione agricola preesistente. Questo spiega la presenza di grandi isolati urbani che hanno permesso lo sviluppo di ampie corti interne. In tale contesto i muri dei fronti strada hanno rappresentato un importante ambito progettuale per il muralismo.
Lo sviluppo asimmetrico dei tracciati storici che si relazionano al sistema di percorrenza agraria al contorno, rappresenta un’identità del costruito che permane ancora oggi, caratterizzando il paesaggio verso il rio Mannu.
Del costruito storico si registra l’asse di percorrenza, via Decimo - via Vittorio Emanuele -  via Arbarei - via San Giovanni, che attraversa l’intero sviluppo insediativo storico rapportandosi alle tre chiese del paese (Parrocchia, S. Lucia e S. Giovanni).

Analisi Urbanistica

L’analisi urbanistica rappresenta la prosecuzione e l'approfondimento dei dati informativi delineati nell’analisi ambientale. Tale riflessione sulla struttura insediativa e in particolare sul sistema di percorrenza urbano, le strade, mira a comprendere il processo di crescita e i valori spaziali dei due ambiti  temporali: quello storico e quello contemporaneo.
Dalla sovrapposizione delle due differenti cartografie, catastale del 1859 e volo aerofotogrammetrico, è stato possibile riconoscere l’estensione del sistema insediativo storico e le modifiche avvenute nel tempo ai tracciati viari. Si è osservata la permanenza dei tracciati storici a cui si aggiungono alcuni nuovi percorsi, tra questi la nuova strada che collega S. Sperate a Villasor.
Dal confronto tra le due carte si registra come la localizzazione delle nuove zone insediative sia avvenuta principalmente oltre il rio Flumineddu. Questo ha permesso al costruito storico di non essere inglobato all'interno della zona di espansione e di mantenere i valori e legami paesaggistici con il territorio circostante. Della nuova zona urbana il principale vettore di attraversamento e collegamento con l’ambito storico è rappresentato dalla via Cagliari, asse di prolungamento della via Croce Santa.

Strategia

Il progetto si pone come un vero e proprio tentativo di recupero dell’identità del Paese Museo con un approccio interdisciplinare che abbraccia tutti i valori della comunità per uno sviluppo concreto nell’ambito del processo di valorizzazione delle risorse culturali e sociali. Riuscire ad incidere sulla conservazione e valorizzazione del centro storico attraverso il riconoscimento dei suoi valori (architettonici ed artistici) ed attraverso il dialogo con le nuove aree urbane al contorno.
La lettura critica del presente segna la nascita del progetto, partendo dalla genesi del centro storico, dalla sua localizzazione influenzata dalle due dominanti fluviali, fino al riconoscimento dei nuovi sviluppi urbanistici.
Nell’analisi del costruito storico (localizzato tra i due fiumi), si è rilevato un asse di percorrenza che permette di attraversare l’edificato passando in prossimità delle tre chiese (1). Nell’analisi delle nuove espansioni urbane si è potuto evidenziare l’asse principale di attraversamento: via Cagliari, che rappresenta la linea mediana di relazione tra costruito storico e contemporaneo (2). La strategia progettuale mira a sviluppare ed integrare i due ambiti urbani (storico e contemporaneo) attraverso un terzo tassello, la via Croce Santa (3) intesa come tramite e collegamento tra le parti.
Le azioni si svuluppano quindi seguendo tre direttive:  
1. Recupero di un asse di percorrenza del centro storico attraverso l’asfalto colorato valutato in base all’analisi cromatica dei fronti e dei murales.
2. Riuso di una porzione della via Cagliari ad uso ciclabile per agevolare il consistente attraversamento ciclabile .
3. Riqualificazione di via Croce Santa.
L’obiettivo del progetto è di rivendicare una identità locale, riconoscibile nelle forme progettuali, nei materiali e nel dialogo con il costruito, e di garantire allo stesso tempo la capacità di soddisfare le esigenze della comunità, attraverso:

1. LA MATERIA:
Nel centro storico si vuole rafforzare l’intenzionalità comunicativa attraverso il colore degli asfalti, come dialogo e valorizzazione sia dell’architettura sia del patrimonio muralistico. L’individuazione del colore dei manti stradali è determinabile attraverso l’analisi e codifica RAL dei cromatismi relativi ai fronti strada. Da un piano del colore verticale, ad un piano del colore orizzontale. Tale processo di analisi del costruito ha il fine di sviluppare un progetto integrato per la tutela dell’identità storica artistica del Paese Museo.

2. LO SPAZIO:
La necessità di sviluppare un percorso ciclabile nasce dall’urgenza di rispondere alle esigenze della comunità. Allo stesso tempo il cromatismo di tale percorso si raffronta con l’intervento sul centro storico.

3. LA FORMA:
La riqualificazione della via Croce Santa attraverso un intervento architettonico ha il fine di implementare la qualità di un importante asse di collegamento urbano.
La strategia progettuale è quella costituita dall’osservare in parallelo il codice semiotico dell’architettura su fronte strada e di individuare un sistema di fruizione e valorizzazione integrata tra ambito urbano storico e contemporaneo, senza escludere la componente sociale. La cittadinanza di San Sperate deve essere attivamente partecipe di questo processo. Un progetto partecipato che analizza il luogo come sommatoria di una densità conoscitiva ed emozionale per la creazione di un nuovo atto comunicativo.


I tre elementi della strategia individuata

Materiali

Il risultato estremamente temporaneo degli interventi di Cuncambias '07 e Noarte '07 che, a distanza di pochi mesi, contrapponeva a un ricordo intenso  solo qualche debole traccia di colore, ci ha portato ad interrogarci sui materiali più adatti alla realizzazione del progetto. Da un lato il carattere effimero del colore utilizzato durante le due manifestazioni stonava con l'ossimoro di Pinuccio Sciola:  “a San Sperate solo eventi permanenti”.  Dall'altro, il passaggio diretto dalla terra battuta all’asfalto  - avvenuto negli anni ’70 nelle strade del paese - impediva di prendere in considerazione altre pavimentazioni quali l’acciottolato o il lastricato.  Questi due aspetti lasciavano lo spazio per una sola risposta al quesito iniziale: asfalto colorato. Un materiale-ossimoro.
L’asfalto entrò per la prima volta nelle città nella prima metà dell'ottocento come pavimentazione ideale per i pedoni e più tardi per le biciclette e le auto. È un materiale generato da due componenti: gli inerti ed il legante. In genere il legante è costituito dal bitume (di colore nero) che può essere sostituito senza oneri aggiuntivi da un legante trasparente. Tale materiale utilizzato puro valorizza pienamente il colore naturale della graniglia, consentendo realizzazioni di alto valore estetico, ben armonizzabili con aree di elevato valore paesaggistico o storico/culturale. Impiegato invece con piccole quantità di pigmenti, consente di ottenere manti e pavimentazioni insolite, dal forte contenuto estetico in una vasta gamma di colori, capaci di caratterizzare efficacemente determinate aree urbane. I conglomerati basati sui leganti trasparenti si mettono in opera alle stesse temperature e con le stesse attrezzature utilizzate per i bitumi tradizionali e sono stati tra l'altro scelti per la pavimentazione del piazzale antistante il museo di Villa Borghese a Roma, per quella del porto di Lampedusa, per l'autostrada ed il tunnel del Freyus, oltre a molte strade e piazze di centri urbani, o accessi di Parchi Naturali.
Gli asfalti colorati sono stati presentati per la prima volta a Milano nel 2003, alla Triennale. La mostra si proponeva di raccontare la complessità e la varietà dei problemi della città e del territorio contemporaneo, e di raffrontare ai luoghi comuni tradizionalmente associati all'asfalto, una diversa percezione di questo materiale. Forme e colori compatibili per i centri storici ed urbani, verso lo sviluppo di una nuova percezione degli spazi pubblici, sfatando il logo comune associato a questo materiale e raccontando invece le sue potenzialità. L'asfalto non deve essere necessariamente nero, o grigio può essere, grazie agli inerti e ai bitumi colorati, verde, rosso, giallo, bianco, azzurro. Abituati a pensare l’asfalto privo di colore si trascurano le potenzialità espressive che possono essere adoperate in precisi ambiti urbani.

Analisi Economica

L'aspetto economico dell'intervento non è trascurabile. Infatti i costi di realizzazione degli asfalti colorati si discostano di poco dai costi dell'asfalto tradizionale. Pertanto, ogni volta che si presenta la necessità di ribitumare un tratto stradale deteriorato non vi è differenza di costo tra la realizzazione col metodo tradizionale o con gli asfalti colorati. Questo permette l'elaborazione di un progetto esteso a tutto il centro storico, realizzabile in più fasi. A ciò si aggiunge l'estrema differenza di costo tra la realizzazione di una pavimentazione in asfalto colorato ed in acciottolato. Quest'ultimo oltre a non rappresentare una tecnica tradizionalmente rappresentativa dello spazio pubblico sansperatino (lo è invece delle corti private) costa quasi il quintuplo.

Confronto con l'esterno

Succede spesso, quando si lavora in un contesto chiuso come quello di un paese, che si inneschi uno spiacevole fenomeno denominato auto convincimento di gruppo. Si è talmente immersi in una realtà da perdere l'obiettività. Per questo motivo abbiamo cercato di portare il progetto all'esterno e di sottoporlo al giudizio altrui, per avere un confronto che è stato estremamente positivo. Il confronto ha dato sicurezza alle parti coinvolte ( progettisti e amministrazione comunale) ed allo stesso tempo ha portato a riflettere su dei punti critici che erano stati sottovalutati.

Festarch08, Ex manifattura tabacchi, Cagliari

Nel maggio del 2008 nell'ambito del Festival Internazionale di Architettura diretto da Stefano Boeri e Gianluigi Ricuperati, organizzato dalla Regione Autonoma della Sardegna in collaborazione con le Facoltà di Architettura di Cagliari e di Alghero, Pinuccio Sciola presenta per la prima volta il progetto delle strade colorate, sia con una conferenza pubblica sia con l'allestimento del Foyer 1.
La manifestazione si pregiava di ospiti di altissimo livello quali: Jacques Herzog, Francois Roche, Rem Koolhaas, Peter Eisenman, Iñaki Abalos, Hans Ulrich Obrist, Oliviero Toscani, Ricky Moody, Vito Acconci, Geoff Dyer, Mario Dondero, Bruce Sterling, Andrea Branzi, Junya Ishigami, Fabio Novembre, Joseph Grima, Marco Casamonti, Bjarke Ingels, Minsuk Cho, Marcello Fois, Luc Sante, Francesco Erbani, Tom McCarthy, Flavio Soriga.

EuroPA 08, Salone delle autonomie locali, Rimini

Sempre nel 2008 lo studio di architettura Officinevida e l'architetto Gabriele Schirru decidono di presentare l'idea progettuale al Premio IQU, Innovazione e Qualità Urbana vincendo il primo premio speciale della giuria. Durante la premiazione pubblica, alla presenza dell'assessore del Comune di San Sperate Giulia Mameli, il presidente della giuria architetto Marcello Balzani presenta il progetto mettendone in evidenza la valenza sia dal punto di vista della qualità urbana sia sociale, invitando però i progettisti a riflettere maggiormente su dei punti critici quale il trattamento della variazione cromatica negli incroci.

Forum del Colore 09, Catania

Il 19 maggio 2009 i curatori del progetto Colore Identità vengono invitati al Forum del Pensiero a Colori di Catania, organizzato dall'Accademia del Pensiero a Colori e da Oikos, con il patrocinio dell'Ordine degli Ingegneri e degli Architetti della Provincia di Catania. La presentazione oltre che un'occasione di confronto importante è servita ai progettisti per rileggere il progetto in una chiave molto più sociale. Per l'occasione è stato infatti realizzato il video Color Color, nel quale sei bambini di San Sperate giocano per le strade del centro storico, modificandone magicamente il colore.
TRa gli ospiti del forum segnaliamo: Antonio Licciardello, presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Catania, Carmelo Maria Grasso, presidente del locale Ordine degli Ingegneri e Rosario Cucuccio, presidente del Collegio Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Catania, il colour designer Paolo Brescia (presidente di Cromoambiente), l’architetto Gianni Cagnazzo (presidente di EIMO), l’architetto Nicola Maremonti (in rappresentanza del Ministero per i Beni Culturali e le Attività Culturali), l’architetto Federica Maietti (per l’Università di Ferrara), l’architetto Paolo Rava dell’ANAB, lo Studio 5+1 di Genova, Officinevida.

Convegno internazionale, Università degli Studi di Cagliari

In occasione del convegno internazionale "David Alfaro Siqueiros. Dal muralismo a nuove forme di arte urbana", svoltosi nel giugno 2009 presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Cagliari, l'architetto Gabriele Schirru espone il progetto in un contesto in cui la componente artistico-culturale assume il massimo rilievo. Ecco quindi che per l'occasione i progettisti hanno l'opportunità di rileggere l'idea prestando molta più attenzione al legame che le strade colorate hanno con il muralismo.
Alla manifestazione partecipavano il Prof. Roberto Coroneo, preside della Facoltà di Lettere e Filosofia di Cagliari, Pinuccio Sciola, Nino Landis, Prof. Ottaviano Carlo Arturo Quintavalle, Università di Parma, Prof.ssa Doloris Gloria Bianchino, Università di Parma, Prof. Andreas Altenhoff, Accademia di Arti Multimediali di Colonia, Dott.ssa Dolores Repetto, Ambasciata del Messico in Italia, Dott.ssa America Juarez, Sala de Arte Publico Siqueiros Città del Messico, studio di architettura Ex studio Barcellona - Città del Messico, Officinevida.

Esposizione internazionale, Accademia delle Arti Multimediali, Colonia (DE)

Dal 9 al 14 dicembre 2009 Colore Identità è stato ospite della mostra KHM >>> SARDINIA return presso il laboratorio sperimentale MinusEins dell'Accademia delle Arti Multimediali di Colonia. La mostra, patrocinata dall'Istituto Italiano di Cultura di Colonia - Ministero degli Esteri ,è stata un momento di forte confronto internazionale. Erano infatti ospiti della manifestazione il Prof. Andreas Althenoff, Colonia;  la Prof.ssa Susanna Schoenberg, Colonia; la Prof.ssa Julia Scher, Los Angeles: la Prof.ssa Martina Mrongovius, Sidney-Seul; Dott. Elmar Zorn, Vienna e numerosi artisti provenienti da ogni parte del mondo.

 

 
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